Team HWH22 - Sezione Notizie

---- NOTA ----
Tutte le foto e gli articoli sono copyright dei rispettivi autori e sono stati ottenuti da Internet.
Sulla presente pagina, viene riportata solo la prima parte dell'articolo,
il quale presegue poi cliccando il relativo link sotto riportato.
Con questa proposta non si intende ovviamente infrangere nessun articolo
di Copyright su documenti e immagini.
Nel caso deteniate i diritti sulle immagini pubblicate,
riporteremo i links di ciascuna pagina, o cancelleremo tutte le immagini riportate.

Non ci assumiamo la responsabilità sulla veridicità dei contenuti degli articoli.


Archivio anno 2018

QUESTA SETTIMANA

ASTRONOMIA    Cometa Giacobini-Zinner
ARCHEOMISTERI    La città perduta di Z e la sua misteriosa connessione con i potenti Atlantidei
ALIENI    Alieni: incontri ravvicinati di... quale tipo? La nuova scala dei segnali extraterrestri
MITOLOGIA    La venerazione degli antenati per la Cintura di Orione
PARANORMALE    Castel Tures nasconde gelosamente terrificanti storie di fantasmi
ARCHEOMISTERI    La Grande Piramide concentra energia elettromagnetica



01 ASTRONOMIA
Cometa Giacobini-Zinner


UNA “VECCHIA” COMETA TORNA A FARCI VISITA

La cometa Giacobini-Zinner, ufficialmente 21P/Giaco bini-Zinner, è una cometa periodica appartenente al la famiglia cometaria di Giove.
È stata scoperta all'Osservatorio di Nizza da Miche l Giacobini il 20 dicembre 1900 e venne ritrovata d a Ernst Zinner all'Osservatorio di Bamberga nel passaggio a l perielio del 1913.
La cometa può raggiungere in media anche l'ottava m agnitudine, ma nel 1946 ha subito una serie di outburst che la portarono alla quinta magnitudine, perciò visibile anche ad occhio nudo.

IL PROSSIMO PASSAGGIO AL PERIELIO
Il ritorno della Giacobini-Zinner nel 2018 è promet tente perchè passerà anche nei pressi della Terra a una distanza di 0,39 AU (58 milioni di km).

A giugno 2018, la 21P sarà osservabile con telescop i di dimensioni medie mentre si trova nella costell azione del Cigno, e raggiungerà una magnitudine attorno al la 11 entro la fine del mese. Per chi abita nell'emisfero settentrionale, tra il 17 e il 21 giugno la cometa sfiorerà la regione "me ssicana" della nebulosa Nord America (NGC 7000 nel Cigno), e permetterà agli astrofotografi la realizzazione di belle immagini a grande campo. Durante i mesi estivi, la cometa 21P passerà in stretta prossimità con alcuni oggetti del cielo profondo durante il suo viaggio a ttraverso le costellazioni di Cygnus, Camelopardalis, Auriga e Monoceros   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





02 ARCHEOMISTERI
La città perduta di Z e la sua misteriosa connessione con i potenti Atlantidei


Ci sono un certo numero di città antiche – considerate miti dalla maggior parte degli autori – che alcuni credono esistessero prima della storia scritta, in diversi luoghi sulla Terra.

The Lost City of Z, proprio come Atlantis è uno di questi luoghi misteriosi.
La persona più famosa che abbia mai cercato questa città perduta era un uomo di nome Percy Harrison Fawcett, un rinomato esploratore che cercò di scoprire la città a lungo sperata di rimanere nascosta da qualche parte nella giungla amazzonica.

Secondo miti e leggende, la città perduta di Z sarebbe stata eretta in tempi molto antichi dai discendenti di Atlantide. Si ritiene che gli Atlantidei sopravvissero alla distruzione della loro casa e fuggirono in diverse regioni della Terra, e alcuni di essi finirono in Amazzonia, dove alla fine si stabilirono.

Fawcett fece otto spedizioni, scomparendo nell’ultima in strane circostanze.
Ha trovato la città perduta di Z nella giungla amazzonica? La città perduta di Z potrebbe essere collegata a El Dorado e Atlantis? E cosa è successo esattamente a Fawcett nella sua ultima spedizione?

Nessuno sembra avere risposte per queste domande.
Ma da dove provengono storie di città massicce fatte di oro, abitate da esseri potenti?
Possiamo dire che parte delle storie proviene dal vecchio continente. In altre parole, quando gli esploratori europei iniziarono ad arrivare nelle Americhe, i miti e le leggende di creature soprannaturali e tribù pseudo-umane lentamente lasciarono il posto a storie di enormi città antiche nascoste nel cuore della giungla.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





03 ALIENI
Alieni: incontri ravvicinati di... quale tipo? La nuova scala dei segnali extraterrestri


Si va verso una revisione della Scala di Rio, lo strumento che classifica significato e importanza dei radiosegnali extraterrestri (e capire se sono attribuibili ad alieni). L'idea è di renderla più adatta alle comunicazioni attuali, più veloci e globali rispetto a qualche anno fa.

Gli scienziati dell'osservatorio di Parkes, in Australia, per 17 anni avevano registrato, per una o due volte all'anno, misteriosi radiosegnali. Nel 2015, la (deludente) soluzione del giallo: i segnali provenivano dal microonde della sala relax. Non è la prima volta che simili falsi allarmi fanno impennare le aspettative circa un possibile segnale alieno - poi puntualmente disilluse.

Per meglio indicare la portata di un radiosegnale captato (nelle sue varie sfumature: dall'interferenza di una radiosveglia a un possibile primo contatto extraterrestre) un gruppo di scienziati guidati dall'Università di St Andrews, in Scozia, e dal Seti Institute di Mountain View, California, ha proposto l'aggiornamento di uno strumento di classificazione già in uso da 17 anni, per adattarlo ai tempi che cambiano.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





04 MITOLOGIA
La venerazione degli antenati per la Cintura di Orione


Conosciuta anche come il Cacciatore, la costellazione di Orione si trova lungo l’equatore celeste ed è quindi visibile a tutte le latitudini della Terra.

la Cintura di Orione fa parte di una delle costellazioni più maestose e riconoscibili del cielo notturno, anche se non ha mai trovato posto nello zodiaco moderno.
La costellazione conta di circa 130 stelle visibili ed è identificabile dall’allineamento di tre stelle che formano la cintura di Orione, mentre la sagoma dell’eroe è delineata da nove stelle.

Molte antiche civiltà hanno riconosciuto la costellazione di Orione nel suo complesso, anche se gli sono state attribuite immagini diverse. I Sumeri vedevano nelle stelle una pecora. Il nome Betelgeuse significa letteralmente “ascella”: nel caso dei Sumeri era l’ascella della pecora.

Nell’antica Cina, Orione era uno dei 28 Xiu (?) zodiacali. Conosciuta come Shen (?), che significa «tre», era probabilmente chiamata così a causa delle tre stelle nella Cintura di Orione. Gli Egizi consideravano queste stelle come un tributo al dio della luce, Osiride. La cintura e la spada di Orione sono spesso menzionate nella letteratura antica e moderna, e sono state anche stampate sulle insegne della 27esima divisione della United States Army, l’esercito statunitense.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





05 PARANORMALE
Castel Tures nasconde gelosamente terrificanti storie di fantasmi


L’imponente castel Tures (Burg Taufers) si trova presso Campo Tures e si erge su un promontorio che si affaccia sulla Valle Aurina, in Alto Adige. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando fu commissionato dai Signori di Taufers per controllare l’unico punto da cui era possibile un attacco nemico e al contempo esigere un pagamento per il passaggio nelle loro terre. In seguito il maniero venne trasformato in abitazione residenziale, nel XV-XVI secolo.

Nel secondo dopoguerra, dopo secoli di abbandono, è l’abate benedettino Hieronymus Gassner, di origini austriache, a prendersene cura e dal 1977 Castel Tures è di proprietà del ‘Südtiroler Burgeninstitut‘ (Istituto Sudtirolese per il mantenimento dei castelli).

L’edificio comprende ben 64 stanze, di cui 24 rivestite in legno pregiato e completamente arredate, che risalgono in parte al XVI secolo. Nella cappella del castello si possono ammirare gli affreschi della scuola di Michael Pacher. Affascinante è la sala d’armi e delle armature, la biblioteca, la stanza dei Principi, la sala delle udienze e le carceri.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE





06 ARCHEOMISTERI
La Grande Piramide concentra energia elettromagnetica


C’è energia elettromagnetica nelle stanze e sotto alla base della Grande Piramide di Giza. O meglio, è proprio la megastruttura attribuita al faraone Cheope a concentrarla al suo interno. Non lo sostiene l’ennesimo ricercatore un po’ strambo, prontamente messo in ridicolo dagli archeologi accademici: stavolta, a fare questa affermazione sorprendente è un team di fisici russi.

L’articolo, pubblicato online sulla rivista Journal of Applied Phisics, si intitola “Proprietà elettromagnetiche della Grande Piramide: prime risonanze multipolari e concentrazione di energia”. Obiettivo dello studio, capire in che modo la piramide può rispondere alle onde radio a lei indirizzate, allo scopo di ricreare la sua forma su scala nanometrica. “Le applicazioni dei moderni metodi e gli approcci fisici per le indagini sulle proprietà delle piramidi sono importanti e produttive”, hanno scritto i ricercatori nel loro articolo, perchè “potrebbero consentirci di fare nuove scoperte o ottenere nuove informazioni per innescare nuovi interessi nelle piramidi.”

Le onde elettromagnetiche sono ovunque attorno a noi, continuamente. Le irradia il Sole con la sua luce, ma le producono anche radio e tv, i forni a microonde e praticamente tutti gli apparecchi tecnologici che l’Uomo ha inventato. Ma a volte – lo sperimentiamo quando “non c’è campo” per il nostro cellulare o cade il collegamento wi-fi- in determinate aree risultano più deboli. Per testare il modo in cui queste onde si comportano in strutture massicce come le piramidi, i ricercatori hanno proceduto per ipotesi.   »»»


L'ARTICOLO CONTINUA SU:   LINK ORIGINALE