Team HWH22 - Sezione Notizie

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Archivio anno 2016
Archivio anno 2017

QUESTA SETTIMANA

ASTRONOMIA    Il misterioso corpo celeste che proviene da Vega manda i confusione gli Astronomi
ARCHEOASTRONOMIA    Il complesso preistorico di Mnajdra e il suo orientamento astronomico
UFOLOGIA    Gli UFO della Valmalenco: le nuove analisi
ARCHEOMISTERI    Il mistero irrisolto di Nan Madol: le rovine che fanno sognare Atlantide
MISTERI    Il serpente marino di Sandy Hook
PARANORMALE    La Corriveau



01 ASTRONOMIA
Il misterioso corpo celeste che proviene da Vega manda i confusione gli Astronomi


Un misterioso corpo celeste di 150 metri sta attraversando il Sistema solare a tutta velocità con una traiettoria anomala, tanto che per i ricercatori potrebbe trattarsi del primo oggetto di questo tipo a farci visita dall’affascinante Vega. Alcuni l’hanno identificato come una cometa, altri ipotizzano che si tratti di un semplice asteroide, in realtà gli astronomi non sono certi di cosa si tratta, al tal punto di restare per il momento un vero e proprio mistero.

Dai calcoli degli astronomi che per primi lo hanno intercettato lo scorso 18 ottobre, grazie al monitoraggio della missione PANSTARRS 1 coordinata dall’Università delle Hawaii, l’oggetto potrebbe provenire dall’affascinante Vega, una stella sita a 25 anni luce dalla Terra e perfettamente visibile sulla volta celeste. È infatti la quinta stella più brillante del firmamento, ed è così luminosa che spesso viene usata dagli astrofili per calibrare i telescopi nel cielo notturno.

L’orbita dell’oggetto è iperbolica
In fatti è proprio la sua orbita a rappresentare la caratteristica che ha destato maggiore curiosità da parte degli esperti. L’oggetto, in pratica, non ruota intorno al Sole, ma ha un’orbita che attraversa il Sistema Solare. Una caratteristica che ha spinto gli esperti, in fase iniziale, ad associarlo ad una cometa, ma poi… qualcosa non li ha convinti.   »»»


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02 ARCHEOASTRONOMIA
Il complesso preistorico di Mnajdra e il suo orientamento astronomico


Il complesso templare di Mnajdra si affaccia sul Mar Mediterraneo e conta tre edifici megalitici separati, nei quali si distinguono almeno due delle principali espressioni architettoniche prodotte dall’antica società preistorica dell’isola di Malta: quella dei templi con facciata a tre portali (3600-3000 a.C.) e quella dei templi a facciata ricurva con portale unico (3000-2600 a.C.).

I blocchi di pietra calcarea impiegati nella costruzione dei templi furono reperiti nei dintorni dell’area designata ad ospitare le costruzioni e probabilmente non fu necessaria alcuna operazione per staccarli dalla roccia dato che tutto il promontorio abbonda di macigni già fratturati naturalmente. I costruttori selezionarono i più adatti alle loro esigenze e li sbozzarono con rudimentali strumenti litici fino ad ottenere la forma desidera.

Il trasporto dei macigni dovette richiedere l’impiego di moltissimi uomini, le asperità del terreno impedivano il trascinamento dei blocchi più grandi e di conseguenza è probabile che vennero fatti rotolare poco per volta utilizzando delle leve come mezzo di spinta.   »»»


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03 UFOLOGIA
Gli UFO della Valmalenco: le nuove analisi


Da qualche mese, dalle parti della Valmalenco tutto tace. Nessun nuovo avvistamento UFO, nessuna strana luce in movimento nel cielo e neppure un incontro ravvicinato con alieni blu o grigi sembrano essersi più verificati in questo paradisiaco angolo della Lombardia. Dopo l’indigestione di segnalazioni, foto e video arrivati a raffica un mese dopo l’altro per anni, c’è ora una pausa. Il momento ideale per fare il punto della situazione, analizzare il materiale raccolto, vagliare le molteplici testimonianze e valutare cosa ci sia di valido e cosa di inutile. Per evitare- come recita il proverbio- di buttare via il bambino insieme all’acqua sporca.

E di acqua sporca (o fuor di metafora, di falsificazioni) ce n’è in abbondanza. Molte, moltissime sono le immagini, prodotte al pc da simpatici buontemponi, già riconosciute come bufale. Ma ci sono anche foto assurde che sorprendentemente hanno passato indenni esami approfonditi di esperti ed ufologi risultando, quanto meno, degne di ulteriori valutazioni. Il GAUS (Gruppo Accademico Ufologico di Scandicci) è stato iI primo, in Italia, ad essersi rivolto ad un laboratorio specializzato in analisi multimediali forensi, il Forlab dell’Università di Prato, che applicando metodologie scientifiche nello studio di immagini, audio e video è in grado di ricavare elementi probatori utilizzabili in ambito legale- durante un processo, ad esempio.

Lo scorso anno, ad essere passati al vaglio del Forlab sono stati gli scatti nei quali il campanile di Lanzada (uno dei comuni della Valmalenco) viene “scannerizzato” da un oggetto volante luminoso– almeno stando al racconto del testimone che ha ripreso la scena il primo novembre del 2011.   »»»


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04 ARCHEOMISTERI
Il mistero irrisolto di Nan Madol: le rovine che fanno sognare Atlantide


Leggende di città perdute come Atlantide e El Dorado hanno sempre affascinato l'umanità nel corso dei secoli, a causa del loro mistero. Ma al largo delle coste della Micronesia si trova una vera e propria città misteriosa chiamata Nan Madol.

Nan Madol rimane uno dei misteri veramente inspiegabili del mondo.
Le rovine di questa città abbandonata, in parte sommersa, siedono sulla riva orientale dell’isola di Pohnpei, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico meridionale.

Pohnpei è una piccola isola che fa parte delle Isole Senyavin, che a loro volta fanno parte del più ampio arcipelago delle Isole Caroline.

Si tratta di un sito unico nel suo genere, in quanto è l’unica città antica conosciuta costruita in cima ad una barriera corallina e, soprattutto, per il modo in cui è stata edificata.
La misteriosa città è costituita da circa 90 isole artificiali collegate da una rete di canali. Nan Madol, infatti, significa ‘spazio tra’. Nella mappa sottostante si può vedere come le isole siano separate le une dalle altre dai canali.   »»»


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05 MISTERI
Il serpente marino di Sandy Hook


Il ningen, il leviatano, il kraken, Cthulhu … Sono tutti mostri che secondo le leggende infesterebbero in nostri oceani. Di mostri marini si parla da secoli e ogni anfratto di costa sembra nasconderne uno. La cosa che sembra accomunare la maggior parte degli avvistamenti di creature marine mostruose è che sembrano degli enormi serpenti; ciò ha fanno nascere il mito dei serpenti marini che attaccano le navi e mangiano gli esseri umani.

Nella contea di Monmouth, nel New Jersey, c’è una baia molto famosa chiamata Sandy Hook nella quale sin dal 1700 si riportano testimonianze di un enorme serpente marino di oltre 30 m di lunghezza che dimorerebbe da qualche parte nelle sue profondità. Negli ultimi decenni i casi sono notevolmente diminuiti, ma ancora oggi di tanto in tanto appaiono in rete enigmatiche fotografie che sembrano dimostrare la presenza di un’enorme creatura in agguato sia in mare che lungo l’estuario che vi sfocia.

Il fiume Navesink ha un estuario largo circa 8 km e la foce è circondata dalle comunità di Middletown, Red Bank, Fair Haven e Rumson. È conosciuto ufficialmente come North Shrewsbury River e a monte della Red Bank come Swimming River, ma si tratta dello stesso corso d’acqua dove nuoterebbe il fatidico mostro.   »»»


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06 PARANORMALE
La Corriveau


Di spiriti maligni ce ne sono moltissimi e fanno parte del folclore di ogni paese del mondo. Alcuni tormentano le persone, alcuni gli edifici e altri luoghi in cui si sono verificati spiacevoli episodi.

La Corriveau è una delle leggende più famose del Québec, in Canada, e sarebbe lo spirito malvagio e vendicativo di una donna che nel 1700 uccise ben 7 mariti prima di essere arrestata a e condannata a morte.
Marie Josephte Corriveau nacque nel 1733 nel villaggio di Saint-Vallier, in Quebec, dove crebbe e visse fino alla sua morte. A soli 16 anni fu data in sposa ad un contadino di nome Charles Bouchard, con cui ebbe 3 figli. Marie era bella e non si lamentava per la vita pesante, ma aveva un pessimo difetto: era molto gelosa. Il suo matrimonio durò ben 11 anni, ma negli ultimi tempi in lei si insinuò il sospetto che il marito la tradisse con una contadinella del villaggio.

Una notte, dopo una sfuriata a cena in cui il marito negò ogni relazione fedifraga, versò nel suo orecchio dello stagno fuso, ovviamente uccidendolo all'istante. La mattina successiva, dopo aver recuperato il metallo, andò lei stessa alla polizia dicendo che suo marito era morto misteriosamente nel sonno. I controlli furono grossolani e la morte fu archiviata come naturale.

Dopo aver tumulato Charles, Marie Corriveau era libera di sposarsi nuovamente. Il suo secondo marito fu un medico e per un certo periodo la coppia andò d'amore e d'accordo.   »»»


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