Il diodo di Raudive
a cura di Fabrizio Rondina


Sebbene il primato sia difficilmente accertabile con riscontri documentali, a Konstantin Raudive si attribuiscono i primi concreti esperimenti condotti con un particolare circuito elettronico. Lo studioso partì dal presupposto teorico che l'eventuale quid sopravvivente dopo la morte fisica potesse essere evidenziato con l'utilizzo di quel circuito. Ovviamente Raudive non inventò il rivelatore ma solo questo particolare uso.

Il suo diodo rivelatore è definito dalla radiotecnica come circuito LC risonante in parallelo. Consta di una bobina di sottile filo di rame isolato (induttanza) avvolta su di un supporto isolante, di un condensatore (a pastiglia) e, appunto, di un diodo rivelatore (attualmente al silicio, ma ai tempi di Raudive al germanio) e di una cuffia ad elevata impedenza (nell'ordine di almeno 600 - 1000 ohm).
Pur nella sua estrema semplicità, detto circuito sta alla base di tutta la radiotecnica. La più rimarchevole differenza del diodo di Raudive rispetto ai consueti circuiti, consisteva nell'avere adottato un condensatore fisso al posto di uno variabile. La differenza non è di poco conto dal momento che un variabile permette di selezionare meglio una determinata lunghezza d'onda, cioè come viene detto in gergo: la sua selettività ha fianchi più ripidi. Senza entrare nei dettagli si può affermare che il dispositivo di Raudive è un primordiale radio-ricevitore ad amplissima banda potendo spaziare dalle onde lunghe fino alle onde corte.

Ne consegue che l'ascolto in cuffia (l'unico possibile essendo un ricevitore autoalimentato dalle onde hertziane) produrrà un caotico insieme di suoni, di rumori, di voci di ogni tipo. In genere si tratta di una moltitudine di emittenti commerciali nazionali e internazionali e anche di servizi di pubblica utilità, ma difficilmente discernibili e perciò identificabili. Questa particolare difficoltà nel discernere qualcosa di intelligibile comportò l'uso del dispositivo privo di una antenna allo scopo di togliere le indesiderate interferenze di natura radioelettrica.

Il marchingegno dello schema sottostante, può essere collegato anche ad un registratore o a un amplificatore da qualche centinaio di milli-Watt. La gamma di ricezione cade sulle UHF.
Il sistema va racchiuso in scatola metallica come mostrato in figura 1, sulla destra; il circuito di antenna va schermato rispetto a tutto il resto.
Il diodo rivelatore può essere un diodo Schottky, capace di rivelare segnali molto deboli da qualche centinaio di KHz a diversi GHz, o un diodo al germanio di vecchio stile.
L'antenna: uno stilo da 70 cm.



Per gli amanti della psicofonia stufi di spaziare sulle onde medie con le comuni radioline, un semplicissimo ricevitore a reazione a Fet, funzionante sulla gamma delle onde lunghe, dove non manca il rumore di banda. Necessita di un amplificatore audio qualsiasi.
L'antenna: un qualsiasi stilo da 1,50 m o uno spezzone di filo elettrico lungo a piacere, tuttavia non indispensabile. Il circuito di sintonia vero e proprio è avvolto su di una bacchetta di ferrite per onde medie, 10 cm x 8-10mm. Se il ricevitore non funzionasse, provare a invertire i terminali di L3, infatti è importante che gli avvolgimenti L3-L1 siano in fase.
Attenzione alla piedinatura del Fet, verificate il datasheet.
L'alimentazione è a 12 V, ma eliminando R3, DZ1, C8, C9 si potrà usare una comune pila da 9V.
Il cablaggio può essere fatto su basetta millefori e il contenitore deve essere plastico.

In figura 3 è mostrato lo schema pratico. Fate attenzione, come mostrato in figura, alla disposizione dei piedini dei fet BF245 e BF244. Disponeteli, a seconda del tipo usato, nella relativa foratura (D,G,S) prevista. Per l'uso con alimentazione con pila da 9V: eliminate DZ1 e cortocircuitate R3 con un ponticello.



Questo è un altro esempio di schema e sua realizzazione



Diodo Raudive Commerciale # 1
Questo è il primo diodo Raudive commerciale disponibile sul mercato per la ricerca ITC. Fuori dalla scatola, è un piccolo attraente dispositivo che offre due antenne e un microfono che funziona con un pulsante davvero piccolo sul lato del dispositivo. Aprendo la scatola del diodo, si può vedere che ha un'antenna di ferrite e un circuito di base con un interruttore per il microfono. L'utilizzo del microfono è impossibile perché bisogna prendere il dispositivo per utilizzare l'interruttore. L'uscita è una mini-jack (spina 1/8?) per entrare nel dispositivo di registrazione.



Diodo Raudive Commerciale # 2
Il secondo diodo Raudive è un dispositivo ancora più semplice e attualmente è disponibile anche attraverso un fornitore di apparecchiature paranormali. Questo dispositivo ha semplicemente un'antenna telescopica, un moderno circuito Raudive interno e un'uscita mini-jack per il registratore.



Altri 3 schemi di costruzione del Diodo di Raudive


Documentazione costruttiva in formato PDF

RDiodeKitInstructions.pdf


FONTI:
https://it.wikipedia.org/wiki/Fenomeno_delle_voci_elettroniche
http://radioclubtigullio.weebly.com/
https://www.the-pigs.co.uk/